domenica, ottobre 02, 2011

In memory of

Noi tutti siamo attori che recitano in quello spettacolo che si chiama vita.
Recitiamo fin quando non cala il sipario.
Ma dopo il sipario ci sono gli applausi
ed ora se li sta godendo meritatamente...

sabato, maggio 21, 2011

Lo zahir

Bisogna sempre sapere quando una fase giunge alla fine.
Concludere un ciclo,
chiudere un uscio,
terminare un capitolo:
non importa come lo si definisca,
ciò che conta è lasciare nel passato quei momenti di vita che sono finiti.
Tagliare tutto quello che non c'entra,
che ingombra,che toglie serenità e spesso l'aria dai polmoni,
tagliare l'inutilità,l'ipocrisia forzata dei falsi sorrisi,
della finta comprensione di chi dice di conoscerti,
di capirti ma poi in realtà se ne frega di te,
di quello che pensi,di quello che hai da dire.
Non esiste il diritto all'oblio,
non esiste il diritto di essere dimenticati,
non esiste il diritto di interferire nella vita degli altri,
esiste però il diritto al rispetto,
quello che fa rispondere almeno con un "sì,grazie",
oppure con un "no,non mi interessa" quali che siano le cose che ci vengono dette.

Paulo Coehlo

martedì, giugno 08, 2010

Desiderata

Và serenamente in mezzo al rumore e alla fretta e ricorda quanta pace ci può essere nel silenzio. Finchè è possibile senza doverti arrendere, conserva buoni rapporti con tutti.
Dì la tua verità con calma e chiarezza e ascolta gli altri, anche il noioso e gli ignoranti: anch’essi hanno la loro storia da raccontare.
Evita le persone prepotenti ed aggressive: sono un tormento per lo spirito.
Se ti paragoni agli altri puoi diventare vanitoso e aspro; perché sempre ci saranno persone superiori o inferiori a te.
Rallegrat dei tuoi risultati come dei tuoi progetti.
Mantieniti interessato alla tua professione:benchè umile è un vero tesoro rispetto alle vicende mutevoli del tempo.
Sii prudente nei tuoi affari, perché il mondo è pieno di tranelli.
Ma questo non ti impedisca di vedere quanto c'è di buono; molte persone lottano per alti ideali e dappertutto la vita è piena di eroismo.
Sii te stesso.
Specialmente non fingere di amare e non essere cinico riguardo all’amore; perché, a dispetto di ogni eredità e disillusione esso è perenne come l’erba.
Accetta di buon grado gli insegnamenti degli anni abbandonando riconoscente le cose della giovinezza.
Coltiva la forza d'animo per difenderti dall’improvvisa sfortuna.
Ma non angosciarti con fantasie.
Molte paure nascono dalla stanchezza e dalla solitudine.
Al di là di una salutare disciplina, sii delicato con te stesso.
Tu sei figlio dell’universo, non meno degli alberi e delle stelle; tu hai un preciso diritto ad essere qui.
E che ti sia chiaro o no, senza dubbio l’universo va evolvendosi come dovrebbe.
Perciò stai in pace con Dio comunque tu lo concepisca e qualunque siano i tuoi travagli e le tue aspirazioni; nella rumorosa confusione della vita; conserva la tua pace con la tua anima.
Nonostante tutta la falsità, il duro lavoro, i sogni infranti, questo è ancora un mondo meraviglioso.
Sii prudente e fa’ di tutto per essere felice.

Max Ehrmann

mercoledì, gennaio 27, 2010

Il giorno della memoria

C'è un paio di scarpette rosse
numero ventiquattro
quasi nuove:
sulla suola interna si vede
ancora la marca di fabbrica
Schulze Monaco

C'è un paio di scarpette rosse
in cima a un mucchio
di scarpette infantili
a Buchenwald

più in la c'è un mucchio di riccioli biondi
di ciocche nere e castane
a Buchenwald
servivano a far coperte per i soldati
non si sprecava nulla
e i bimbi li spogliavano e li radevano
prima di spingerli nelle camere a gas

c'è un paio di scarpette rosse
di scarpette rosse per la domenica
a Buchenwald

erano di un bimbo di tre anni
forse di tre anni e mezzo
chi sa di che colore erano gli occhi
bruciati nei forni

ma il suo pianto
lo possiamo immaginare
si sa come piangono i bambini
anche i suoi piedini
li possiamo immaginare

scarpa numero ventiquattro
per l'eternità
perchè i piedini dei bambini morti
non crescono

c'è un paio di scarpette rosse
a Buchenwald
quasi nuove
perchè i piedini dei bambini morti
non consumano le suole

JOYCE LUSSU


mercoledì, dicembre 16, 2009

Prontuario per il brindisi di capodanno

Bevo a chi è di turno, in treno, in ospedale,
cucina, albergo, radio, fonderia,
in mare, su un aereo, in autostrada,
a chi scavalca questa notte senza un saluto,
bevo alla luna prossima, alla ragazza incinta,
a chi fa una promessa, a chi l’ha mantenuta,
a chi ha pagato il conto, a chi lo sta pagando,
a chi non è invitato in nessun posto,
allo straniero che impara l’italiano,
a chi studia la musica, a chi sa ballare il tango,
a chi si è alzato per cedere il posto,
a chi non si può alzare, a chi arrossisce,
a chi legge Dickens, a chi piange al cinema,
a chi protegge i boschi, a chi spegne un incendio,
a chi ha perduto tutto e ricomincia,
all’astemio che fa uno sforzo di condivisione,
a chi è nessuno per la persona amata,
a chi subisce scherzi e per reazione un giorno sarà eroe,
a chi scorda l’offesa, a chi sorride in fotografia,
a chi va a piedi, a chi sa andare scalzo,
a chi restituisce da quello che ha avuto,
a chi non capisce le barzellette,
all’ultimo insulto che sia l’ultimo,
ai pareggi, alle ics della schedina,
a chi fa un passo avanti e così disfa la riga,
a chi vuol farlo e poi non ce la fa,
infine bevo a chi ha diritto a un brindisi stasera
e tra questi non ha trovato il suo.


Erri De Luca

sabato, novembre 07, 2009

Rischio contagio

In questi giorni ho fatto il vaccino contro l'influenza stagionale e il mio corpo ha reagito subendone le conseguenze.
Ho continuato la vita di tutti i giorni sopportando tutti i dolori, gli acciacchi e i sintomi tipici (starnuti, tosse, febbre, ecc).
Mi sono chiesto se invece della stagionale avessi contratto l'influenza A.
Me lo sono chiesto mentre andavo a fare colazione al bar. Ecciù
Mentre ero nel pullman che mi portava sul luogo di lavoro. Ecciù
Mentre ero in azienda. Ecciù
Mentre ricevevo dei colli dai corrieri. Ecciù
Mentre ero in mensa durante la pausa pranzo. Ecciù
Mentre ero nel pullman che mi riportava a casa. Ecciù
Mentre ero al supermercato a fare la spesa serale. Ecciù
Poi mi sono chiesto come mai l'influenza A sta colpendo e uccidendo persone che avevano complicanze, che erano ricoverate. Non sta uccidendo a macchia d'olio come ci si aspetterebbe da una pandemia che si contagi così come ho descritto io la mia giornata. che sarebbe poi la normalità perchè io in un sol giorno potrei aver contagiato almeno il 10% delle persone che ho incontrato e loro altrettanto con un effetto a cascata.
Mi sento di dire che in ospedale il rischio contagio è altissimo, quindi meglio non ricoverarsi.
Oppure devo pensare che questa influenza A tanto pandemica,come vogliono farci credere,non è. Visto che colpisce e uccide solo chi aveva già un piede nella fossa. E visto che questi pazienti l'hanno contratto in ospedale (luogo ritenuto igienicamente sicuro e sano), significa che il virus ormai è nei luoghi in cui viviamo e magari lo stiamo respirando in questo momento, ma senza gravi conseguenze.
Ai posteri l'ardua sentenza.



Estratto da Wikipedia:
Una pandemia influenzale è un'epidemia di virus influenzale che si espande su scala mondiale e infetta una grande porzione della popolazione umana. A differenza delle regolari epidemie stagionali le pandemie avvengono irregolarmente, e ne compaiono circa 3 in ogni secolo[1]. Possono provocare alti livelli di mortalità, come testimoniato dalle ultime pandemie influenzali che sono avvenute nel XX secolo: l'influenza spagnola del 1918 che causò oltre 50 milioni di morti, l'influenza asiatica (circa un milione di morti) del 1957, l'influenza di Hong Kong (circa due milioni di morti) del 1968.

sabato, settembre 05, 2009

Influenza maiala

Al lupo al lupo al lupoooooo